Sunday, December 17, 2017

Paul Weller live @ BBC4 Sessions

Anche questa settimana torna l'immancabile appuntamento con il concerto della domenica, e come a volte ci capita usciamo dai nostri abituali sentieri sonori italiani, stavolta per occuparci di quello che più che un musicista è per il sottoscritto (e non solo) un'icona.

Stiamo parlando del Modfather, Paul Weller, protagonista degli ultimi quattro decenni della musica mondiale, prima con The Jam, poi con The Style Council e dai primi anni '90 da solista.
Una storia musicale variegata, partita fra punk e mod, proseguita fra pop e soul, e che continua a portarlo ad esplorare in molte direzioni, pur sempre con il suo stile, ormai inconfondibile.

Qui andiamo indietro di un decennio, all'epoca della pubblicazione di 22 dreams, e lo troviamo sul palco delle BBC4 Sessions, per un intensissimo show di quasi un'ora: enjoy!!



Saturday, December 16, 2017

Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Filippo Gatti, Ricky Russo & Steven Forti nel podcast della settimana, già online!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Filippo Gatti, Ricky Russo e Steven Forti, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!
Calibro 35
2
Delirium
Lacuna Coil
3
Filter Me Through You
The Dream Syndicate
4
Build A Bridge
Mavis Staples
5
Shoulders (feat. Maurizio Filardo)
Wrongonyou
6
Gianni
Olden
7
Polvere e zanzare
Claudio Battiloro
8
Solo
Dorso
9
Da soli non si può stare
Filippo Gatti
10
Il Maestro e Margherita
Filippo Gatti

In onda fra poco, ospiti Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Filippo Gatti, Ricky Russo & Steven Forti

È arrivato il weekend, pronti come ogni sabato a seguirci su nuovi Sentieri Sonori?

Sarà una puntata molto densa, con ben quattro ospiti, ma cercheremo anche di trovare il tempo per qualche interessante novità, come il nuovo singolo di Wrongonyou e quello di esordio di Dorso.
Per quanto riguarda gli ospiti, avremo innanzitutto i nostri due collegamenti mensili, quello con la Spagna e Steven Forti (ZibaldoneRadio Contrabanda), che ci parlerà di Olden e Claudio Battiloro, e quello con gli USA e Ricky Russo (NY Groove), con cui ci occuperemo di The Dream Syndicate e Mavis Staples.

Venendo alle interviste, avremo in primo luogo il piacere di proporvi una chiacchierata che abbiamo registrato la scorsa settimana alla Kulturfabrik prima del concerto di un gruppo che occupa da anni un posto di primo piano nella scena metal internazionale, con album e tour mondiali di grande successo.. ma è italianissimo!


Parliamo dei Lacuna Coil, che si sono formati a Milano nel 1994, per debuttare quattro anni dopo con l'omonimo EP pubblicato da Century Media, etichetta indipendente tedesca che hanno contribuito ad imporre nel mondo, fino alla sua recente acquisizione da parte della Sony.
Una storia fatta di ben otto album che, esplorando l'universo del metal in varie direzioni, li hanno affermati come rockstar globali, a più riprese in posizioni di vertice delle classifiche di Billboard.
Due le voci della band, quella maschile di Andrea Ferro e quella femminile di Cristina Scabbia, diventata una delle frontwoman più amate del rock internazionale, spesso sulle copertine delle riviste specializzate.

Curioso notare come, in tutto questo, la loro notorietà in patria resti molto relativa: sicuramente noti ed amati nel settore, il grande pubblico pare ignorare anche solo il fatto che un gruppo italiano sia arrivato a tali successi mondiali.

Il tour europeo di questa fine anno è intensissimo, 29 date in 14 Stati in poco più di un mese, ed ha toccato la Kulturfabrik di Esch-sur-Alzette lo scorso 6 dicembre: abbiamo colto l'occasione per incontrarli e registrare una bella chiacchierata con Cristina.

 

La nostra ultima intervista dell'anno, infine, celebrerà il grande ritorno di un cantautore cui siamo molto legati, per noi fra i più fulgidi talenti del nostro Paese.


Stiamo parlando di Filippo Gatti, che come vi abbiamo ricordato con gli ultimi post amiamo fin da quando era il frontman degli Elettrojoyce, e che da quindici anni è attivo sia come solista che come produttore artistico. Lo abbiamo ospitato per il suo secondo disco, ormai cinque anni fa, per poi parlare di lui per vari progetti, come il disco con la Maremma Orchestra, la collaborazione con Riccardo Sinigallia finita anche a Sanremo 2014, o la produzione dell'album del 2015 di Bobo Rondelli. Dopo tanta attesa è finalmente arrivato il suo nuovo disco, che si intitola La testa e il cuore ed è stato pubblicato ieri.

Un lavoro di grande spessore, costruito su una combinazione tra strutture di elettronica minimale e canzone acustica, risultato di un lavoro corale: con lui, i due produttori polistrumentisti, Matteo D’Incà ed il fratello Francesco Gatti, il pianista e arrangiatore Fabio Marchiori, il violinista Steve Lunardi e la giovanissima cantautrice Virginia Tepatti, ai cori.

Per quanto concerne la (come suo solito) ispiratissima parte lirica, "l'album è il diario di un viaggio immaginario, un racconto poetico, ispirato al racconto epico di Ulisse. Un percorso in cui la ricerca su se stessi e sui propri affetti si intreccia a riflessioni sulla cultura e sul tempo. Su chi decidiamo di essere e sul significato di fare musica oggi. Al termine del viaggio, la propria casa, con tutto quello che comporta: la capacità di riconoscere il valore delle persone , il “fare buona musica”, il desiderio di “stare meglio”, imparare ad ascoltare in silenzio."

 

READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.



Friday, December 15, 2017

Calibro 35, a febbraio il nuovo disco: Decade!!

Quest'oggi torniamo a parlare di una band per noi molto speciale, di cui vi abbiamo proposto un recente concerto due settimane fa qui sul blog.

Non abbiamo certo bisogno di spiegare ai nostri ascoltatori il legame che ci unisce ai Calibro 35: ci vantiamo spesso e volentieri di aver organizzato il loro primo concerto in assoluto, e da allora li abbiamo riportati live a Lussemburgo molte volte, ospitati in trasmissione ad ogni uscita, e da qualche anno ci regalano la sigla di Sentieri Sonori.
Una band che siamo stati felicissimi di veder crescere di anno in anno, fra dischi, colonne sonore, programmi tv e una quantità incredibile di concerti.
Il prossimo 25 gennaio saranno giusto dieci anni da quel famoso primo concerto, per il quale divisero il palco del d:qliq con i Lombroso, prima ancora della pubblicazione del loro esordio discografico.
Una ricorrenza molto speciale, che la band festeggerà pubblicando il sesto album in studio, che si intitolerà non a caso Decade, ed uscirà il 9 febbraio come sempre per la label milanese Record Kicks (pre-order qui): "più che una celebrazione è una time capsule, in cui la band ha inserito tutti gli elementi di cui si è composta la sua storia finora, per volgere lo sguardo in avanti. Una delle poche band indipendenti italiane ad aver costruito un percorso progressivo e duraturo in ambito internazionale, i Calibro - guidati dal vincitore di un Grammy Tommaso Colliva - hanno mosso passi in molti campi e declinato il proprio stile, ormai riconoscibilissimo, su diverse forme di espressione musicale: non solo dischi e moltissimi live, ma anche colonne sonore, produzioni tv, sonorizzazioni, library music, libri e spettacoli teatrali."

Se già per il precedente S.P.A.C.E., e per il tour ed il disco dal vivo che seguirono, si erano fatti accompagnare da una sezione fiati, per la prima volta hanno registrato l'intero album allargando la formazione ad una piccola orchestra composta da archi, fiati e percussioni: "al fianco della classica band a quattro di Cavina, Gabrielli, Martellotta e Rondanini troviamo infatti gli Esecutori di Metallo su Carta, ensemble fondato dallo stesso Enrico Gabrielli con Sebastiano De Gennaro. Insieme a questo importante elemento di novità, troviamo - oltre alla strumentazione vintage a cui Calibro ci hanno progressivamente abituato come clavinet, farfisa, synth analogici, eko e chitarre fuzz - una serie di elementi nuovi come Dan Bau, Balafon e Waterphone. Ne viene fuori una creatura strana e atemporale simile alle avanguardie architettoniche degli anni ’70 come SuperStudio e ArchiZoom, non a caso omaggiati nei titoli e nella copertina del disco. Movimenti che esploravano modi diversi di osservare la realtà per creare soluzioni alternative a problemi comuni, riuscendo ad esprimersi in un linguaggio unico e personale ma comunque comprensibile e POP."

Il risultato pare essere un lavoro ancor più variegato del solito, a quanto leggiamo: "Dal punto di vista delle influenze musicali ritroviamo il crime-funk alla Calibro 35 perfezionato, esploso, espanso (SuperStudio), individuiamo le figure dei grandi compositori come Morricone (nella finale struggente Travelers), Bacalov e David Axelrod, affiancati alle influenze afrobeat e cosmic jazz: Psycheground suona come Tony Allen impegnato a scrivere la colonna sonora di una produzione vintage hollywoodiana, mentre Sun Ra si nasconde tra le pieghe ipnotiche di Modo. Anche grazie alla compagine allargata che ha costretto la band a confrontarsi con nuovi metodi compositivi, con Decade Calibro 35 si giocano definitivamente e ad armi pari la partita tra le grandi realtà mondiali di musica strumentale, band aperte a influenze musicali di ogni latitudine, impegnate in una sperimentazione godibile, espressiva e appassionata. I riferimenti spaziano da quelli di collettivi più affini per identità come Jaga Jazzist e Budos Band (Pragma) ad artisti della nuova scena di jazz e hip hop alternativo come Makaya McCraven, Yussef Kamaal e Oddisee (Modulor). Dopo essere stati campionati da Jay-Z e Dr. Dre, aver condiviso il palco con artisti come Muse, Sharon Jones, Sun Rae Arkestra e Thundercat, aver dato nuova vita a un importante filone di genere della tradizione musicale italiana e esplorato lo spazio, i cinque Calibro si aprono definitivamente ad una contemporaneità che non ha barriere geografiche, grazie ad un istinto artistico che permette loro di muoversi fluidamente in una metropoli postmoderna, una città globale e multietnica fatta di infiniti grattacieli, che potrebbe essere in qualsiasi parte del mondo di oggi o del prossimo futuro."

Un disco che siamo terribilmente curiosi di scoprire e presentarvi, ovviamente anche con una bella intervista. Nell'attesa, godiamoci insieme questo bel teaser: enjoy!!



Filippo Gatti ed il suo secondo disco da solista: Tutti mi vogliono quando mi va bene

Dopo avervi parlato con gli ultimi post degli Elettrojoyce e degli inizi di Filippo Gatti, nostro ospite domani, oggi ci occupiamo della sua carriera solista.

Carriera che come detto aveva in qualche modo avuto una prima anticipazione nel 2000 con Illumina, ultimo album della band, che con l'uscita di Andrea Salvati (poi seguito dagli altri due fondatori) vedeva ormai Filippo come unico compositore.
Un disco molto intenso ma anche ostico, come anche quello che lo seguì tre anni dopo, Tutto sta per cambiare, il primo a suo nome, o meglio a nome Filippo Gatti & Diaz Ensemble. Con lui, Cristiano De Fabritiis (batteria e vibrafono, fra gli altri con Collettivo Angelo Mai ed OU), il fratello Francesco (chitarre e synth) e come sul precedente Gabriele Lazzarotti (basso, fra i vari con Roberto Angelini e Daniele Silvestri).

Seguì una lunghissima pausa discografica, dovuta anche a problemi con la Sony, interrotta solo nel 2012 dallo splendido Il pilota e la cameriera.
Un album volutamente "tradizionale", dopo le sperimentazioni dei precedenti: una manciata di splendide canzoni, arrangiate e suonate in modo elegante quanto semplice, che fu l'occasione per ospitare Filippo per la prima volta in trasmissione.
Domani sarà finalmente il momento di dargli il bentornato, per il nuovo La testa e il cuore che esce proprio oggi, nell'attesa vi proponiamo il singolo e video che lanciò il precedente, Tutti mi vogliono quando mi va bene: enjoy!!



Thursday, December 14, 2017

In onda sabato mattina, ospiti Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Filippo Gatti, Ricky Russo & Steven Forti

La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Sarà una puntata molto densa, con ben quattro ospiti, ma cercheremo anche di trovare il tempo per qualche interessante novità, come il nuovo singolo di Wrongonyou e quello di esordio di Dorso.

Per quanto riguarda gli ospiti, avremo innanzitutto i nostri due collegamenti mensili, quello con la Spagna e Steven Forti (ZibaldoneRadio Contrabanda), che ci parlerà di Olden e Claudio Battiloro, e quello con gli USA e Ricky Russo (NY Groove), con cui ci occuperemo di The Dream Syndicate e Mavis Staples.

Venendo alle interviste, avremo in primo luogo il piacere di proporvi una chiacchierata che abbiamo registrato la scorsa settimana alla Kulturfabrik prima del concerto di un gruppo che occupa da anni un posto di primo piano nella scena metal internazionale, con album e tour mondiali di grande successo.. ma è italianissimo!


Parliamo dei Lacuna Coil, che si sono formati a Milano nel 1994, per debuttare quattro anni dopo con l'omonimo EP pubblicato da Century Media, etichetta indipendente tedesca che hanno contribuito ad imporre nel mondo, fino alla sua recente acquisizione da parte della Sony.
Una storia fatta di ben otto album che, esplorando l'universo del metal in varie direzioni, li hanno affermati come rockstar globali, a più riprese in posizioni di vertice delle classifiche di Billboard.
Due le voci della band, quella maschile di Andrea Ferro e quella femminile di Cristina Scabbia, diventata una delle frontwoman più amate del rock internazionale, spesso sulle copertine delle riviste specializzate.

Curioso notare come, in tutto questo, la loro notorietà in patria resti molto relativa: sicuramente noti ed amati nel settore, il grande pubblico pare ignorare anche solo il fatto che un gruppo italiano sia arrivato a tali successi mondiali.

Il tour europeo di questa fine anno è intensissimo, 29 date in 14 Stati in poco più di un mese, ed ha toccato la Kulturfabrik di Esch-sur-Alzette lo scorso 6 dicembre: abbiamo colto l'occasione per incontrarli e registrare una bella chiacchierata con Cristina.



La nostra ultima intervista dell'anno, infine, celebrerà il grande ritorno di un cantautore cui siamo molto legati, per noi fra i più fulgidi talenti del nostro Paese.


Stiamo parlando di Filippo Gatti, che come vi abbiamo ricordato con gli ultimi post amiamo fin da quando era il frontman degli Elettrojoyce, e che da quindici anni è attivo sia come solista che come produttore artistico. Lo abbiamo ospitato per il suo secondo disco, ormai cinque anni fa, per poi parlare di lui per vari progetti, come il disco con la Maremma Orchestra, la collaborazione con Riccardo Sinigallia finita anche a Sanremo 2014, o la produzione dell'album del 2015 di Bobo Rondelli. Dopo tanta attesa è finalmente arrivato il suo nuovo disco, che si intitola La testa e il cuore e sarà pubblicato domani.

Un lavoro di grande spessore, costruito su una combinazione tra strutture di elettronica minimale e canzone acustica, risultato di un lavoro corale: con lui, i due produttori polistrumentisti, Matteo D’Incà ed il fratello Francesco Gatti, il pianista e arrangiatore Fabio Marchiori, il violinista Steve Lunardi e la giovanissima cantautrice Virginia Tepatti, ai cori.

Per quanto concerne la (come suo solito) ispiratissima parte lirica, "l'album è il diario di un viaggio immaginario, un racconto poetico, ispirato al racconto epico di Ulisse. Un percorso in cui la ricerca su se stessi e sui propri affetti si intreccia a riflessioni sulla cultura e sul tempo. Su chi decidiamo di essere e sul significato di fare musica oggi. Al termine del viaggio, la propria casa, con tutto quello che comporta: la capacità di riconoscere il valore delle persone , il “fare buona musica”, il desiderio di “stare meglio”, imparare ad ascoltare in silenzio."

 

La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 16 dicembre, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Filippo Gatti ed il suo secondo disco con gli Elettrojoyce: Licenziare

Come ieri, anche oggi vogliamo parlare di Filippo Gatti, che dopodomani avremo il piacere di accogliere per presentare il suo terzo disco da solista, in uscita domani.

Ieri abbiamo dedicato un post ai suoi esordi, parlando in particolare del primo disco degli Elettrojoyce, uscito nel 1996, dal quale vi abbiamo presentato un video.
Due anni dopo uscì il seguito, anch'esso omonimo, come detto distinto comunemente per il colore della copertina: il primo era nero, il secondo rosso.
Come vi ho raccontato ebbi l'onore e la gioia di riceverlo in anteprima, su una cassetta TDK che ancora conservo, e fui subito conquistato: un disco che confermava le grandi qualità della band, dimostrandone un'importante maturazione, e definendo compiutamente quello che era ormai il loro inconfondibile stile, che mi piace definire fra rock d'oltremanica e canzone d'autore.

Un lavoro che segnava il passaggio ad una major, Sony/Epic, facendomi sperare fosse l'occasione per la definitiva esplosione della band. Questo anche perché la tracklist, ricca e variegata, includeva anche vari brani che avevano tutto per essere potenziali singoli anche mainstream.. o quasi.
La storia andò purtroppo in modo diverso, per tanti motivi che sarebbe difficile e lungo analizzare, dai tanti difetti dell'industria discografica a qualche crescente dissapore all'interno della band, che l'anno seguente vide l'uscita degli altri tre membri. Filippo pubblicò un ultimo album degli Elettrojoyce con una nuova formazione, Illumina (2000), che possiamo considerare in effetti un primo passo verso la sua carriera da solista.

Oggi vogliamo proporvi il singolo che lanciò l'uscita del disco, Licenziare, con il video realizzato come il precedente da Daniele Persica: enjoy!!




Wednesday, December 13, 2017

Filippo Gatti ed il suo esordio con gli Elettrojoyce: Balena

Come annunciato, questo sabato avremo il piacere di accogliere Filippo Gatti per presentare il suo terzo disco da solista, in uscita venerdì, ed anche stamattina parliamo di lui.

Vi voglio infatti portare in un viaggio nel tempo con il sottoscritto, nella Roma della seconda metà degli anni '90. Un decennio come diciamo spesso fondamentale nella storia del rock italiano, che in quel periodo ebbe una vera e propria esplosione, fra band e dischi che si imposero anche al grande pubblico, ed altri che rimasero fenomeni maggiormente di nicchia.
Fra i secondi, un posto speciale nel cuore del sottoscritto è occupato dagli Elettrojoyce, band formata proprio da Filippo (basso e voce) con Andrea Salvati (chitarra e pianoforte) Stefano Romiti (chitarra) e Fabrizio D'Armini (batteria). Un gruppo capace di unire il rock d'oltremanica alla canzone d'autore italiana in modo mirabile, producendo due splendidi dischi omonimi, cui si fa di solito riferimento per il colore della copertina: quello nero nel 1996 e quello rosso nel 1998. A seguire, gli altri membri abbandonarono la band per creare gli E42, già in passato nelle nostre scalette e nelle Picks 2010, lasciando che Filippo pubblicasse un ultimo album a nome Elettrojoyce, Illumina (2000), per poi lanciarsi nella sua carriera da solista.

Un percorso che ho avuto il piacere di seguire da molto vicino, visto che erano gli anni in cui iniziavo a fare radio, proprio a Roma. Rimasi conquistato, prima a livello musicale poi anche umano, da questi ragazzi, che divennero cari amici ed habitué delle mie scalette, al punto che coniai per loro la definizione "l'orgoglio della capitale", con qualche invidia fra i loro colleghi.
Ricordo ancora quando ebbi l'onore di ricevere in anteprima il disco rosso, su una cassetta TDK (ricordi vintage..) che mi venne passata in gran segreto e che consumai, per poi scoprire con gioia ed emozione di essere per la prima volta finito nei ringraziamenti del booklet. Come ricordo, fra i tanti, un fantastico concerto al Frontiera, che li vide condividere il palco con un'altra delle nostre band del cuore, gli Scisma. Per aggiungere una nota personale, furono proprio loro, quando decisi a fine '98 di lasciare quella radio, a portarmi e presentarmi in uno dei cuori della musica dal vivo romana dell'epoca: da là iniziarono per me due indimenticabili anni al mixer del Locale, con un numero imprecisato di dj-set post-concerto, interrotti solo dalla mia partenza per Lussemburgo.

Quella degli Elettrojoyce è stata una storia breve ma molto significativa, non solo per me: i loro dischi sono ancora custoditi gelosamente ed ascoltati con piacere da molti, e fra gli appassionati sono ricordati come una delle perle nascoste del periodo. Album molto belli, ricchi sia dal punto di vista musicale che lirico, che oltretutto sembrano invecchiare molto bene, restando non solo godibili ma anche attuali, fino ai giorni nostri.
Una storia che iniziò con un demo inviato alla radio in cui stavo muovendo i miei primi passi, con una canzone che colpì un paio di illuminati dj, che ne fecero innamorare gli allora numerosissimi ascoltatori. Si intitola Balena, ed a più di vent'anni dalla prima volta che l'ho ascoltata mi emozione ancora profondamente, per un testo che sento terribilmente vicino, ed una musica che mi trascina con sé.
Oggi ve ne voglio proporre lo splendido video, realizzato da Daniele Persica con un unico piano sequenza: enjoy!!



Tuesday, December 12, 2017

Dorso, singolo e video d'esordio: Solo

Questa mattina continuiamo la serie di post dedicati ad un'etichetta che stimiamo molto, 42Records: domenica abbiamo parlato di Colapesce, ieri di Andrea Laszlo De Simone, oggi tocca ad un giovanissimo esordiente.

Un artista di cui non sappiamo nulla oltre al comunicato che è stato diffuso, che abbiamo quindi deciso di citare: "Dorso è Alessandro che prova a nuotare nel mare della canzone italiana. Classe '99, ha cominciato a suonare che ancora andava alle scuole medie. Ha pubblicato il primo EP - come cantante/chitarrista di una punk band - che aveva solo tredici anni. Nel mentre, in parallelo alla musica, ha sviluppato una passione viscerale per il nuoto, che lo ha portato a competere a livello agonistico, con buonissimi risultati. 
Non era previsto che scrivesse canzoni in italiano. E invece è successo.
Solo è il brano che inaugura la sua collaborazione con 42 Records.
Composto interamente dallo stesso Alessandro è stato arrangiato e prodotto da Andrea Suriani, produttore tra i più apprezzati della nuova scena italiana, già al lavoro con Calcutta, I Cani e Cosmo, solo per citarne alcuni.
Un brano intenso, emotivo, liberatorio e sincero. Senza frasi a effetto, ma con i sentimenti esposti come nervi a fior di pelle.
Il video, girato da Antonio De Palo, autore di alcuni corti pluripremiati e molto apprezzati all'interno del circuito dei festival internazionali, cerca proprio di riprodurre attraverso i movimenti del nuoto l’irrequietezza e l’inadeguatezza che animano i passaggi più evocativi del testo.
Quello di Dorso è un talento cristallino per la melodia, che si è formato nel contesto del punk e che ha trovato la sua forma definitiva nell'innamoramento per certe sonorità dal sapore tipicamente britannico. A partire, per esempio, da Alex Turner e dalla colonna sonora da lui realizzata per il film Submarine, che ha spinto Alessandro a confrontarsi con un'idea di scrittura più classica e ricca di sfumature."


Un brano ed un video che ci hanno molto colpiti, e che confermano le grandi capacità di talent scouting di quella che si presentava come "etichetta piccolissima di musica bellissima": enjoy!!



Monday, December 11, 2017

Andrea Laszlo De Simone, nuovo video: Sogno l'amore

Iniziamo la settimana tornando ad occuparci di un disco assolutamente sorprendente e molto convincente, cui avevamo dedicato l’ultima intervista della scorsa stagione, prima dell'estate (qui il podcast).

Si tratta dell’esordio "ufficiale" di Andrea Laszlo De Simone, cantautore che aveva realizzato nel 2012 Ecce Homo, disco interamente autoprodotto. Intorno a lui si è formata in seguito una vera e propria band di sei elementi, che aveva pubblicato un primo interessante singolo, Uomo Donna.
Così si intitola anche l’album, che è uscito il 9 giugno per 42 Records"un disco complesso, articolato e vitale che vive in un tempo tutto suo dove convivono passato, presente e futuro."
È stato "registrato in presa diretta, e successivamente post-prodotto e mixato utilizzando tecniche sperimentali a cavallo tra l’analogico e il digitale fino a creare una sorta di paradosso sonoro che parte dalla canzone italiana anni ’70 per arrivare a oggi. Il mondo sonoro di Andrea Laszlo De Simone nasce dallo scontro di classico e moderno. La canzone d’autore italiana e la psichedelia. Battisti e i Radiohead. Modugno e i Verdena. I Beatles e i Tame Impala. Il “volo magico” di Claudio Rocchi e quello “terreno” di IOSONOUNCANE."

Un lavoro di grande spessore, che potremmo definire vintage e moderno allo stesso tempo, di cui torniamo a parlare per proporvi il nuovo video, Sogno l'amore, presentato la scorsa settimana al Torino Film Festival.
Si tratta di un vero e proprio cortometraggio, diretto da Francesca Noto e dallo stesso Andrea Laszlo De Simone, girato ad Agrigento nella Pasqua 2017: enjoy!!